Quando un bambino nasce down

Quando un bambino nasce down
Quando nasce un bambino down non te l’aspettavi, sei impreparata, hai davanti a te un futuro di incertezze e difficoltà.

E’ necessario rispettare tutto ciò che può passare per la testa dei genitori e familiari nel momento in cui viene comunicata la notizia.

Importante è il modo in cui viene comunicata la diagnosi o, come sempre avviene, il sospetto della sindrome di down, che verrà confermata al momento dell’esame del cariotipo; ma soprattutto è importante più che piangere o piangersi addosso avere tutte le informazioni sul da farsi, sul come reagire, su come operare per fargli raggiungere uno sviluppo e una vita piena e soddisfacente, soprattutto su misura per lui.

Non scoraggiarsi, non drammatizzare, riprogrammarsi; da una esperienza che può sembrare negativa si trarranno invece una serie di benefici e conquieste invidiabili, risposte non immaginabili.

La famiglia è importante ma si deve giustificare una reazione iniziale, spesso traumatica, di chiusura al mondo: “perché proprio a me”, ” di chi è la colpa”, vergogna a subire sguardi di commiserazione, episodi di intolleranza.

Si reagisce o chiudendosi ancora di più o aprendosi al mondo iniziando una sfida che ti prende e ti restituisce energia (importante in questo percorso la presenza di operatori che ti affianchino, ti consiglino, ti sostengano).

Smetti di fare paragoni e cominci a vedere “tuo figlio”, a lavorare con lui, insieme a lui, comunichi le tue esperienze, ti fai intermediaria tra lui e il mondo, gioisci con lui per le sue conquiste, lo prepari anche agli insuccessi, non scoraggiandolo ma cercando di farlo reagire, cerchi di parlare molto con lui, anche se può sembrare che non ti ascolti.

Lo fai sentire un bene prezioso, cominciano i primi risultati e allora ti ricarichi, ti senti più forte, hai voglia di trasmettere ad altri la tua soddisfazione, ti senti d’incoraggiare, di metterti a disposizione di chi sta iniziando questo percorso, perché non stai dando illusioni, false speranze o solo esperienze negative ma racconti di te, della tua esperienza, dei suoi successi (questo perché nella tua strada hai trovato persone giuste che ti hanno affiancato, sostenuto spronato) senti di dover dire grazie alla pediatra, agli operatori dei servizi riabilitativi, agli insegnanti, direttori, presidi, servizi ausiliari, Associazione Persone Down, servizi sociali del comune, ad altri disabili, come due ragazzi paraplegici presenti nel centro Cecconi di Perugia che con la loro volontà mi hanno trasmesso tanta energia e voglia di fare.

Sei convinta dell’importanza di favorire le attività e diversificare le esperienze per offrire maggiore opportunità, per aiutare e stimolare senza affaticare, tenendo sempre presente che comunque esistono, i tempi comunque piu’ lunghi, alcuni obiettivi difficili e forse impossibili da raggiungere, spostando quindi l’attenzione su quello che potrà essere gratificante perché attuabile.

Esiste spesso per il disabile la consapevolezza di essere diverso, è perciò importante lavorare per fargli scoprire alcune attitudini che gli permettano di ottenere successi che lo gratificano e lo incentivano, restituendo entusiasmo a lui e alla famiglia; ecco che torna l’Associazione Persone Down dopo un periodo di pausa ed è il momento giusto con la proposta del corso di autonomia che vede insieme gruppi di ragazzi down che stanno insieme volentieri, socializzano, modificano i loro comportamenti, sono propositivi e svolgono le varie attività con impegno costante e soprattutto con entusiasmo.